Indro Montanelli, Corriere della Sera 22/11/1998; Innocenzo Cipolletta, Il Sole- 24 Ore 22/11/1998, 22 novembre 1998
«La scuola italiana si regge, là dove si regge, sulla passione, sulla dedizione, sul volontariato di alcuni eroi della cattedra pagati con stipendi da fame per assicurarne uno anche ai semianalfabeti sfornati dalle nostre università negli anni degli ”esami di gruppo” e del ”ventisette garantito”
«La scuola italiana si regge, là dove si regge, sulla passione, sulla dedizione, sul volontariato di alcuni eroi della cattedra pagati con stipendi da fame per assicurarne uno anche ai semianalfabeti sfornati dalle nostre università negli anni degli ”esami di gruppo” e del ”ventisette garantito”. Sebbene costoro siano in soprannumero, nessun governo ha osato liberarne la Scuola, e nessuna forza politica glielo ha chiesto» (Indro Montanelli). «Il finanziamento statale a fondo perduto, che ha il benefico effetto di assicurare un basso costo o addirittura la gratuità per gli utenti, ne ha anche uno pesantemente negativo. Mettendo fuori gioco la concorrenza dei privati, di fatto abbassa la qualità del servizio, si assumono non i professori migliori ma quelli che hanno svolto più supplenze; non esiste carriera, l’assegnazione dei posti e la mobilità avviene su graduatorie fondate solo sull’anzianità di servizio. Occorre una volta per tutte decidere se la scuola pubblica è un parcheggio contro la disoccupazione intellettuale o un servizio di qualità» (Innocenzo Cipolletta).