Enrico Franceschini, la Repubblica 04/12/1998, 4 dicembre 1998
Israele ha chiesto all’Egitto di concedergli lo 0,5 per cento delle acque del Nilo, da indirizzare verso il suo territorio attraverso un complesso sistema di tunnel, canali e acquedotti
Israele ha chiesto all’Egitto di concedergli lo 0,5 per cento delle acque del Nilo, da indirizzare verso il suo territorio attraverso un complesso sistema di tunnel, canali e acquedotti. Moshe Israeli, capo-negoziatore israeliano nella ”guerra dell’acqua” scoppiata nell’ultimo decennio in Medio Oriente: «Potrebbe essere una formidabile cascata, per la precisione pari a mezzo miliardo di metri cubi d’acqua, in grado di risolvere il fabbisogno idrico di Israele, Giordania e territori palestinesi messi insieme». L’Egitto per ora ha rifiutato il piano (che Israele attuerebbe a sue spese), aggrappandosi a un trattato del 1929. Abdel Azim Hammad, direttore del Centro Ricerche sul Futuro dell’Università egiziana di Assyut: «Il Nilo rimane fuori da qualsiasi contenzioso sul Medio Oriente, come stabilisce un principio chiaramente riconosciuto sul piano internazionale». Ma quel patto oggi è messo in discussione da Sudan, Israele, Etiopia (che preme per costruire dighe e canali sul tratto di Nilo che la attraversa.