Vittorio Zucconi, la Repubblica 29/11/1998, 05/12/1998., 29 novembre 1998
Martin Garule, 27 anni, messicano, sessanta chili per un metro e sessantanove di altezza, detenuto nel carcere di massima sicurezza di Huntsville, Texas, in attesa di essere impiccato per aver ucciso il padrone e il capo cameriere di un ristorante (avevano licenziato la sua fidanzata Malisa, complice del delitto che per salvarsi la vita testimoniò contro di lui), intelligentissimo («a scuola era sempre il primo della classe»), «cocco» dei secondini (per anni aveva tenuto una condotta esemplare), lavorava in sartoria e faceva da assistente alle guardie
Martin Garule, 27 anni, messicano, sessanta chili per un metro e sessantanove di altezza, detenuto nel carcere di massima sicurezza di Huntsville, Texas, in attesa di essere impiccato per aver ucciso il padrone e il capo cameriere di un ristorante (avevano licenziato la sua fidanzata Malisa, complice del delitto che per salvarsi la vita testimoniò contro di lui), intelligentissimo («a scuola era sempre il primo della classe»), «cocco» dei secondini (per anni aveva tenuto una condotta esemplare), lavorava in sartoria e faceva da assistente alle guardie. Da tempo accumulava in cella stracci, lembi di lenzuola, imbottiture di cuscini (voleva prepararsi un giubbetto per difendersi dal filo spinato e dalle lamette delle recinzioni e costruire dei bambocci da lasciare nel letto il giorno della fuga) e pennarelli neri (ottimi per tingere la faccia e mimetizzarsi). Evaso il 27 novembre insieme a sei compagni (si sono arresi non appena individuati dai riflettori), è sopravvissuto ai proiettili e si è avventurato, mèta il Messico (450 km di distanza), nelle paludi, negli acquitrini, nei sottoboschi che circondano il carcere, tra alligatori e serpenti velenosi. Il 3 dicembre due poliziotti in licenza lo hanno ritrovato durante una battuta di pesca: appesantito dall’imbottitura anti-lamette era affogato in un torrente ad appena un chilometro e mezzo dal carcere.