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 1998  novembre 24 Martedì calendario

Tra i temi dibattutti in un convegno al Cnr di Roma, la fuga dei cervelli italiani all’estero. Roberto Crea: «Dal nostro Paese partono i giovani in cerca di lavoro o di un dottorato di ricerca

Tra i temi dibattutti in un convegno al Cnr di Roma, la fuga dei cervelli italiani all’estero. Roberto Crea: «Dal nostro Paese partono i giovani in cerca di lavoro o di un dottorato di ricerca. La fuga dei cervelli però è cambiata: ora molti italiani partono, ma poi ritornano, portandosi dietro un bagaglio più ricco di idee e di esperienza. Io stesso ora mi occupo di trasferire tecnologie avanzate dagli Usa all’Europa nel campo dell’ingegneria genetica delle piante». Lucio Bianco, presidente del Cnr: «Oggi le ricerche corrono da un capo all’altro del mondo in tempo reale e la scienza è un fatto di tutti. Nel nostro Paese si ha ancora una certa difficoltà a tradurre i risultati delle ricerche nella pratica. Occorre fare un salto culturale, le imprese devono avere il coraggio di rischiare, manca il concetto di venture capital, per finanziare nuove tecnologie. E sono pochi gli scienziati e le risorse finanziarie. Peccato, perché gli italiani fanno ricerca ad altissimo livello». Mauro Ferrari: «In America si ritiene che non si possa cambiare il mondo senza rischiare. In America si è ancora capaci di sognare. Questa capacità di sognare manca, purtroppo, all’Italia. E la gente se ne va. Ho incontrato certi miei compagni di studi, più bravi di me, completamente spenti. Io, in virtù delle ricerche fatte, ho ottenuto premi e riconoscimenti, più una cattedra di medicina interna all’Ohio State University. E poi ci si chiede perché i giovani se ne vanno».