Alberto Costa, Corriere della Sera 10/12/1998; r. ca., La Stampa 10/12/1998; la Repubblica 10/12/1998, 10 dicembre 1998
Il Tribunale di Milano ha condannato il Milan a risarcire con 115 milioni di lire il tifoso Andrea Berruti, ferito ad un occhio al termine di una partita con la Sampdoria (era il 28 ottobre 1990)
Il Tribunale di Milano ha condannato il Milan a risarcire con 115 milioni di lire il tifoso Andrea Berruti, ferito ad un occhio al termine di una partita con la Sampdoria (era il 28 ottobre 1990). Secondo i giudici, la società rossonera è responsabile dell’incidente: «In passato la giurisprudenza aveva tendenzialmente escluso che l’organizzazione di un incontro di calcio potesse ritenersi attività pericolosa, ma la pericolosità degli stadi è dimostrata dalla nota serie di incidenti, alcuni anche mortali, che funesta ogni stagione sportiva». L’avvocato Cantamessa, legale del Milan: «Sentenza pazzesca perché taccia di pericolosità l’organizzazione di un incontro di calcio. In realtà non esiste un codice di attività pericolose. Ad esempio si considera pericolosa l’organizzazione di gare automobilistiche su strada, è pericolosa la gestione di una piscina o di una seggiovia. In questi casi si chiede all’organizzazione di attuare misure particolari in relazione all’evento». Quella domenica il Milan predispose le misure tradizionalmente in uso negli stadi italiani, utilizzando 1.716 persone per il servizio di sicurezza. Nello Governato, direttore sportivo della Fiorentina, eliminata dalla Coppa Uefa per un razzo che ha colpito il quarto uomo durante la partita con il Grasshopper sul campo neutro di Salerno: «Una società di calcio prende tutte le precauzioni possibili, ma non è facile riuscire ad avere il controllo di un impianto con trenta, quaranta, cinquantamila persone, dove può accadere ad ogni momento qualcosa di insolito, di fortuito». Il direttore generale del Bologna Oreste Cinquini: «Se due persone si picchiano e provocano danni in un cinema o in un teatro la responsabilità è forse del gestore?».