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 1998  dicembre 11 Venerdì calendario

In Italia, la prima vittima della violenza negli stadi fu Vincenzo Paparelli, colpito in pieno volto da un razzo lanciato dalla curva sud prima del derby Roma-Lazio del 28 ottobre ’79

In Italia, la prima vittima della violenza negli stadi fu Vincenzo Paparelli, colpito in pieno volto da un razzo lanciato dalla curva sud prima del derby Roma-Lazio del 28 ottobre ’79. Il fratello di Vincenzo, Angelo: «Ci avevano promesso mari e monti, alla fine non abbiamo avuto nulla, neanche una tessera di socio vitalizio, neanche un biglietto gratis. Sarebbe bastato che ci avessero dato la metà di tutto quello che ci avevano promesso. Un posto di lavoro per la vedova e per i figli di Vincenzo, una volta cresciuti. Anch’io ho chiesto un posto di lavoro a Roma e Lazio. I primi mi hanno risposto che per ora sono al completo, dai secondi nessun segnale». Risarcimenti? «Dalla Roma, che era responsabile dell’organizzazione e dalla Lazio non abbiamo avuto neanche una lira. Hanno disputato una partita amichevole una ventina di giorni dopo la disgrazia, i 50 milioni dell’incasso sono stati devoluti alla famiglia. Coni, Federcalcio e Lega si sono imboscate. Dopo 15 anni, tra una causa e l’altra, l’armiere che aveva venduto illegalmente i razzi a dei minorenni è stato riconosciuto colpevole e ha dovuto pagare 100 milioni, interessi compresi, alla vedova, 100 milioni a testa ai due figli, 55 ai genitori e a me. Una quindicina di milioni se li è presi l’avvocato».