Bruno Gianotti, La Stampa 11/12/1998, 11 dicembre 1998
«La differenza tra entrate e uscite è di circa 12.000 miliardi l’anno, e in alcuni periodi è circa di 22
«La differenza tra entrate e uscite è di circa 12.000 miliardi l’anno, e in alcuni periodi è circa di 22.000: nessuno Stato può sopportare questo peso, e se la situazione non si modifica, le Ferrovie scompariranno, come è accaduto negli Usa [...] Anche se si riducono i costi al costo vero del trasporto ferroviario, rimane il fatto che, in sé, la produzione del servizio ferroviario non riesce a pagarsi i conti. Si pone quindi il problema di quanto lo Stato debba sussidiare, e perché» (Claudio Demattè).