Pietro Stramba-Badiale, líUnit 02/12/1997, 2 dicembre 1997
I paesi in via di sviluppo non vogliono pagare il prezzo delle devastazioni ambientali causate dalle industrie dei paesi ricchi, proprio ora che le loro stanno decollando, tantomeno dopo le recenti turbolenze finanziarie asiatiche
I paesi in via di sviluppo non vogliono pagare il prezzo delle devastazioni ambientali causate dalle industrie dei paesi ricchi, proprio ora che le loro stanno decollando, tantomeno dopo le recenti turbolenze finanziarie asiatiche. Ma un ulteriore contrasto è in atto tra Unione Europea e Stati Uniti: «Da un lato ci sono gli Stati Uniti - responsabili da soli dell’emissione nel 1995, secondo i dati dell’Ocse, di 5,22 miliardi di tonnellate di anidride carbonica su un totale, a livello mondiale, di 22,14 miliardi di tonnellate-, arroccati sull’ormai vecchia e finora fallimentare proposta di contenere entro il 2010 le emissioni in atmosfera di anidride carbonica e di altri cinque gas serra agli stessi livelli del 1990; dall’altro l’Unione Europea chiede che entro il 2010 le emissioni vengano ridotte del 15 per cento».