Antonio Cianciullo, la Repubblica 03/12/1997, 3 dicembre 1997
Responsabili dell’emissione di gas serra non sono solo gli impianti industriali. Grave colpa l’hanno anche le automobili
Responsabili dell’emissione di gas serra non sono solo gli impianti industriali. Grave colpa l’hanno anche le automobili. «Se a Kyoto verrà firmato un protocollo sul clima, i trasporti saranno il primo settore a subire un contraccolpo pesante: tra il 1973 e il 1990 i consumi a livello globale sono aumentati del 50 per cento e si prevede il raddoppio nel giro di 30 anni. La Cina, da sola, aggiunge un milione e mezzo di auto ogni anno al suo parco macchine e si ritiene che la velocità raddoppierà all’inizio del prossimo decennio. L’Italia, nonostante il mercato sia ormai praticamente saturo, continua ad aumentare il consumo di carburante. Secondo le stime dell’Enea, il settore trasporti è già responsabile del 23 per cento della produzione di gas serra. E si calcola che nel giro di pochi anni l’anidride carbonica da traffico supererà quella prodotta dal settore energetico. (...) La ristrutturazione del sistema traffico è l’anello principale del progetto antismog. Ma non consentirà di raggiungere l’obiettivo di una forte riduzione delle emissioni senza un intervento radicale sulla qualità ambientale dell’auto. Le grandi industrie del settore hanno già scelto: hanno scommesso che a Kyoto, o nei mesi successivi, si firmerà un accordo con valore di legge. E la competizione si è scatenata. La corsa è guidata dai giapponesi. La Toyota ha sponsorizzato un intero numero di ”Time” (’Our precious planet”, con l’introduzione del vicepresidente americano Al Gore). Sessantaquattro pagine di articoli e 20 di pubblicità per le auto ”verdi” dell’azienda nipponica. La Mitsubishi ha seguito a ruota con pagine intere sui principali giornali americani. La battaglia si annuncia durissima perché il mercato statunitense, decisivo per l’equilibrio del settore, sta per iniziare una svolta storica. (...) Le nuove auto dovranno avere consumi di due terzi inferiori agli attuali: l’obiettivo è fare cento chilometri con tre litri. I limiti di legge che stanno per scattare hanno scosso anche l’Europa. Le case tedesche sono le più aggressive, seguite dalla Renault che ha annunciato per il 2005 il lancio di un’auto elettrica con batterie rinforzate e per il 2012 la vettura a celle combustibili che emette solo vapore acqueo».