Massimiliano Scafi, il Giornale 20/12/1997, 20 dicembre 1997
« ”Pronto?”. Al telefono Rossana Proietti, 62 anni, un cancro al seno che alla fine del ’95 era metastatizzato fino alla colonna vertebrale e all’omero destro
« ”Pronto?”. Al telefono Rossana Proietti, 62 anni, un cancro al seno che alla fine del ’95 era metastatizzato fino alla colonna vertebrale e all’omero destro. ”Le passo mio figlio Guido, dice, è lui che mi cura”. Guido è affannato, viene dal mercato di Pietralata, dove ha un banco di verdura. ”Lavoro come un matto, tutto quello che incasso se ne va per le medicine. Mamma ha bisogno di una fiala al giorno, mezzo milione, che le Usl non rimborsano. La cura è costosa, io ci ho già rimesso il negozio di abbigliamento che avevo aperto con tanti sacrifici”. Almeno funziona? ”Io non sono un medico, però posso dire che se mia madre morrà domani, io sarò contento lo stesso. Quello che conta è la qualità della vita. Era in fondo a un letto, ridotta a un lumicino, ora esce e va a fare la spesa. Ieri ha voluto persino lavare le tende”».