Alfonso Berardinelli, Corriere della Sera 07/01/1998, 7 gennaio 1998
La vita è bella «Non è più neppure un film: è un articolo di fede su cui si misura il grado di appartenenza di ognuno di noi al sacrosanto comune sentire della patria italiana [
La vita è bella «Non è più neppure un film: è un articolo di fede su cui si misura il grado di appartenenza di ognuno di noi al sacrosanto comune sentire della patria italiana [...] Anch’io e la mia famiglia, perciò, abbiamo voluto metterci alla prova. E purtroppo abbiamo dovuto constatare di essere esteticamente, emotivamente e forse politicamente in difetto: inappartenenti ed infedeli. Il film, infatti, non ci è piaciuto affatto, con scandalizzata meraviglia degli spettatori vicini e della cassiera del cinema [...] Il film non ci è piaciuto per ragioni del tutto normali, credo. Perchè è un film assai bruttino, di un’inconsistenza e mediocrità evidenti [...] Ci si sente trattati come degli imbecilli che a Natale vanno al cinema con il problema di liberarsi della più piccola oncia di senso del dolore e della tragedia che forse resta in un popolo così comico per vocazione, così poco tragico come noi» (Alfonso Berardinelli).