Goffredo Fofi, Panorama 15/01/1998, 15 gennaio 1998
«Trovo Benigni un noiosissimo campione del buonismo scimmione. Non fa ridere» (Lucio Colletti). «Le grandi ambizioni artistiche sono sempre lodevoli, anche quella di Roberto Benigni di affrontare un tema impossibile come l’Olocausto
«Trovo Benigni un noiosissimo campione del buonismo scimmione. Non fa ridere» (Lucio Colletti). «Le grandi ambizioni artistiche sono sempre lodevoli, anche quella di Roberto Benigni di affrontare un tema impossibile come l’Olocausto. Per farlo, ribadisco, bisogna però essere grandi artisti, grandi poeti, e Benigni non lo è. una straordinaria maschera comica (uno Stenterello nostro contemporaneo) e ha una grande forza comica, ma ha sempre bisogno di altri a ”scriverlo”, a guidarlo. La mia convinzione è che egli sia stato un grande con Giuseppe Bertolucci e che sia diventato uno qualsiasi con Vincenzo CeramI. Certo con Cerami, che non sembra amare il cinema e i suoi spettatori come (forse) ama la letteratura e i suoi lettori, e che è sceneggiatore per motivi altri che l’amore dell’arte, ha fatto più denari che con Bertolucci, ma ha perso originalità ed è diventato un altro dei mille santini comici e brillanti di cui il nostro ridanciano buonismo ha sempre bisogno. più bravo, forse, di tutti i comici ”scritti” dalla tv e dal cinema, ma a me non sta più simpatico. Tanto più quando fa la ”furbata” di voler far ridere e piangere con un bambino e con il lager» (Goffredo Fofi).