Questo sito utilizza cookies tecnici (propri e di terze parti) come anche cookie di profilazione (di terze parti) sia per proprie necessità funzionali, sia per inviarti messaggi pubblicitari in linea con tue preferenze. Per saperne di più o per negare il consenso all'uso dei cookie di profilazione clicca qui. Scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie Ok, accetto

 1998  gennaio 08 Giovedì calendario

«Come si costruisce una stroncatura eroica? Si fa, per esempio, come ha fatto Alfonso Berardinelli, l’altro ieri, sul ”Corriere della Sera”, a proposito del film di Benigni

«Come si costruisce una stroncatura eroica? Si fa, per esempio, come ha fatto Alfonso Berardinelli, l’altro ieri, sul ”Corriere della Sera”, a proposito del film di Benigni. Si scrive cioè una stroncatura classica, nella quale l’autore spiega diligentemente e correttamente perché un’opera non gli è piaciuta affatto. Ma la si fa precedere da un breve cappello (ripeto, contestuale: che è un modo elegante per dire pretestuoso) nel quale si avverte il lettore che il film in questione è protetto da una sorta di cordone sanitario fatto di acritica esaltazione e di benevolenza faziosa. Il critico, dunque, si presenta al lettore autoproclamandosi solitario nemico (eroico, appunto) del conformismo culturale. Nel caso specifico, all’allestimento dello scenario eroico provvedono, coon ottima intesa, titolista ed estensore dell’articolo. L’occhiello avverte che ”La vita è bella è un mediocre film passato per un capolavoro per colpa del patriottismo progressista” [....] Parlando in generale direi che la stroncatura eroica, come genere, non è molto eroico, e al contrario è sempre sospettabile di slealtà» (Michele Serra).