Questo sito utilizza cookies tecnici (propri e di terze parti) come anche cookie di profilazione (di terze parti) sia per proprie necessità funzionali, sia per inviarti messaggi pubblicitari in linea con tue preferenze. Per saperne di più o per negare il consenso all'uso dei cookie di profilazione clicca qui. Scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie Ok, accetto

 1998  marzo 04 Mercoledì calendario

Totò che visse due volte ha ricevuto un finanziamento pubblico di un miliardo e 178 milioni, che avrebbe dovuto essere versato in questi giorni dalla Banca Nazionale del Lavoro

Totò che visse due volte ha ricevuto un finanziamento pubblico di un miliardo e 178 milioni, che avrebbe dovuto essere versato in questi giorni dalla Banca Nazionale del Lavoro. La commissione che ha approvato il contributo era composta dalla scrittrice Dacia Maraini, dai giornalisti Oreste De Fornari, Mario Fortunato, David Grieco, dai professori Mario Verdone e Gian Piero Brunetta e da Giulio Baffi. Sulla ”Repubblica” Brunetta spiega che il copione esprimeva alla perfezione «Un mondo che sulla pagina appariva più grottesco, disgustoso, estremo, rivoltante, insopportabile, che in passato, e che al tempo stesso era attraversato da una limpidezza di intenzioni e da una disperazione autentica per le condizioni attuali della Sicilia e per l’impossibilità di riconoscervi non solo la resurrezione, la semplice presenza di Cristo. Ciprì e Maresco sembravano voler fare un viaggio in alcuni gironi di un inferno siciliano, tutto sommato facilmente reperibile in terra, terribile e privo di ogni luce di speranza». A chi accusa la Commissione, sostenendo che gli ultimi film finanziati hanno preso dallo Stato 149 miliardi e ne hanno incassati al botteghino solo 9, Mario Fortunato risponde che «Il compito della commissione di cui faccio parte non è misurarsi con le logiche di mercato».