Maria Grazia Bruzzone, La Stampa 08/05/1998, 8 maggio 1998
Cos’è successo? « franato un intero canalone, dalla cima fino al cosiddetto conoide di deiezione
Cos’è successo? « franato un intero canalone, dalla cima fino al cosiddetto conoide di deiezione. Un evento raro, aiutato dai ripetuti incendi boschivi che hanno desertificato un terreno già fragile. Non solo. In totale assenza di qualsiasi manutenzione forestale, i viottoli di accesso sono diventati i canali collettori dell’acqua, appesantendo ulteriormente il terreno. Ma il punto decisivo è un altro». Quale? «Il conoide, che un po’ come il ghiaione nelle valli alpine dovrebbe essere una tipica zona di tutela, anche perché è il luogo di ricarica della falda idrica sottostante, oltre che il punto dove normalmente franano i massi. Invece c’è un gran numero di costruzioni, molte delle quali abusive. Lo stesso ospedale di Sarno sorge proprio all’uscita di uno di questi conoidi» (Walter Ganapini, presidente dell’Agenzia nazionale di protezione ambientale).