Jacopo Giliberto, Il Sole-24 Ore 07/05/1998; Emilio Gerelli, Il Sole-24 Ore 07/05/1998, 7 maggio 1998
Il dissesto idrogeologico italiano ha fatto, in mezzo secolo, oltre tremila vittime, ha devastato un comune su due e ha provocato 150
Il dissesto idrogeologico italiano ha fatto, in mezzo secolo, oltre tremila vittime, ha devastato un comune su due e ha provocato 150.000 miliardi di danni. «La bolletta pagata dagli italiani per le terapie intensive del giorno dopo ammonta a oltre quattromila miliardi l’anno, pari a 200 mila miliardi dal dopoguerra, una decina di miliardi al giorno. la stima del Servizio geologico nazionale sui costi di frane, smottamenti, erosioni, alluvioni, terremoti, eruzioni e altri disastri». «Il ministro dei Lavori pubblici Paolo Costa, già in una sua dichiarazione in Parlamento lo scorso anno rilevava gravi debolezze [...] e una assai incompleta attuazione della fondamentale legge per la difesa del suolo, la n. 183 risalente al 1989. Ad esempio è stata istituita solo la metà circa delle autorità di bacino previste [...] Ciò contribuisce a far sì che ogni anno l’entità del danno idrogeologico ammonti a circa tremila miliardi, coinvolgendo nel periodo postbellico il 55% dei Comuni italiani, con una perdita di più di tremila vita umane. Vi sono poi anni particolari: ad esempio nel 1994 le alluvioni nel bacino del Po provocarono richieste d’indennizzo per ben seimila miliardi. Tuttavia, da un’indagine compiuta dal ministero dell’Ambiente, risulta che dal 1989 al 1996 è stato eseguito meno del 50% degli interventi previsti e finanziati» (Emilio Gerelli).