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 1998  maggio 28 Giovedì calendario

Se uno è l’unico produttore di dentifricio e per avere il suo dentifricio bisogna comprare il suo spazzolino, ecco che lui fa fuori tutti i produttori di spazzolini (Giuliano Amato)

Se uno è l’unico produttore di dentifricio e per avere il suo dentifricio bisogna comprare il suo spazzolino, ecco che lui fa fuori tutti i produttori di spazzolini (Giuliano Amato). «Guardate, io non sto facendo un contratto legante: quello che io vendo è un prodotto integrale e siete voi che non sapete leggere l’innovazione. Prima dell’invenzione dell’automobile esistevano le ruote, gli sterzi, i sedili, i cruscotti. Poi un signore chiamato Henry Ford mise insieme queste cose. Si può dire che quello che lui faceva era un contratto che costringeva a comprare insieme ruote e volante? Oppure lui vendeva una cosa più complessa chiamata automobile? Lo so che ci sono anche altri che producono quegli stessi servizi, però io sto costruendo l’automobile del terzo millennio e nessuno mi può obbligare a usare le ruote di uno, il volante di un altro, il cruscotto di un altro ancora» (Bill Gates). Già all’inizio degli anni Novanta, l’antitrust americano si era occupato di Bill Gates. «Egli aveva, già allora, nel software una posizione dominante ed esercitava una grande forza contrattuale nei confronti della quasi totalità dei costruttori di computer, ai quali aveva imposto delle clausole molto stringenti. Una in particolare: in cambio del suo software, Gates chiedeva una royalty se non sbaglio di 50 dollari a computer venduto, a prescindere dal fatto che quel computer avesse installato il software Microsoft. Diventava così una sorta di tangente legale» (Giuliano Amato).