Maurizio Blondet, Avvenire 30/05/1998, 30 maggio 1998
Il Pakistan ha un reattore nucleare presso la città di Kushab, dal cui combustibile spento può ricavare l’isotopo d’uranio necessario per la Bomba
Il Pakistan ha un reattore nucleare presso la città di Kushab, dal cui combustibile spento può ricavare l’isotopo d’uranio necessario per la Bomba. Questo reattore funziona dal ’94 con l’assistenza della Cina. Nel ’95 i cinesi, nonostante avessero fimato l’anno prima il Trattato di non proliferazione, vendettero al governo d’Islamabad 5 mila anelli magnetici per le centrifughe d’arricchimento, che servono ad estrarre l’U239 dai residui della centrale atomica. Quando nel ’97 la Cia denunciò al Congresso Usa questa collaborazione, Pechino rispose che sì, aveva venduto gli anelli, ma che «non erano magnetizzati abbastanza»: «Una scusa ridicola. La verità è che già dell’83 la Cina aveva fornito al Pakistan il progetto completo per la fabbricazione di una bomba da 25 kilotoni. E poiché a Kauta il Pakistan si calcola produca ogni anno da 55 a 95 chili di uranio arricchito, e ogni bomba impiega 20 chili, il Pakistan aveva già, prima degli esperimenti dell’altro ieri, 15-25 testate» (Maurizio Martellini, docente di Fisica all’Università di Milano).