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 1998  maggio 27 Mercoledì calendario

Il dibattito sugli armamenti nucleari si articola oggi in almeno quattro posizioni: 1) I test indiani non rappresentano un passo così importante, perché tutti sanno che dal 1974 l’India ha potenziale nucleare e quello che è successo ora non è altro che la realtà che acquisisce status ufficiale di realtà; 2) Le armi nucleari nei fatti non provocano destabilizzazione ma, anzi, favoriscono la deterrenza: le armi sono così terrificanti da spaventare i popoli portandoli verso una posizione di maggiore sensibilità; ciò nonostante Usa e Urss commisero molti errori nella prima fase della Guerra fredda rischiando più volte lo scontro; non è detto che India e Pakistan abbiano un sufficiente livello di civiltà per gestire la situazione senza ricorrere all’uso della forza; 3) Ogni proliferazione è comunque diversa dalle altre, non c’è necessariamente un collegamento tra il test indiano e la possibilità che Iran e Corea del Nord entrino nel novero delle potenze nucleari

Il dibattito sugli armamenti nucleari si articola oggi in almeno quattro posizioni: 1) I test indiani non rappresentano un passo così importante, perché tutti sanno che dal 1974 l’India ha potenziale nucleare e quello che è successo ora non è altro che la realtà che acquisisce status ufficiale di realtà; 2) Le armi nucleari nei fatti non provocano destabilizzazione ma, anzi, favoriscono la deterrenza: le armi sono così terrificanti da spaventare i popoli portandoli verso una posizione di maggiore sensibilità; ciò nonostante Usa e Urss commisero molti errori nella prima fase della Guerra fredda rischiando più volte lo scontro; non è detto che India e Pakistan abbiano un sufficiente livello di civiltà per gestire la situazione senza ricorrere all’uso della forza; 3) Ogni proliferazione è comunque diversa dalle altre, non c’è necessariamente un collegamento tra il test indiano e la possibilità che Iran e Corea del Nord entrino nel novero delle potenze nucleari. Il mondo ha mostrato una certa tolleranza verso l’arsenale israeliano e nel 1994 è stato tenero con la Corea del Nord. Probabilmente, però, l’Iraq chiederà adesso la revoca delle sanzioni contro la sua politica d’accumulo di armi di distruzione di massa, perché l’India è arrivata all’atomica senza sanzioni. Anche Iran e Corea del Nord cercheranno di approffittare della situazione; 4) se non esiste un modo efficace per bloccare la proliferazione perché imporre sanzioni o sprecare il tempo per la diplomazia? «Se credi nel libero mercato, lascia cadere le schegge nucleari dove devono cadere». Questo atteggiamento potrebbe avere un senso solo nel momento in cui si fosse accertato che gli accordi di non proliferazione sono del tutto inutili, ma rischia di essere una profezia autoavverantesi e in un mondo siffatto Giappone, Taiwan, Iran, Iraq e Libia si doterebbero al più presto di ordigni nucleari.