Enzo Bettiza, La Stampa 07/02/1998, 7 febbraio 1998
«Mai come in queste ore la solitudine dell’America era apparsa così grande e così totale. Solitudine morale a causa del sexygate della Casa Bianca, che gli avversari americani di Clinton enfatizzano e gli europei perplessi stentano a capire e a prendere sul serio; solitudine politica ed economica a causa dell’embargo quarantennale che assedia Cuba, embargo che il Papa ha severamente condannato durante la missione all’Avana e che provoca da tempo gravi tensioni tra gli interessi commerciali dell’Unione Europea e l’anacronistica ostinatezza anticastrista degli Stati Uniti; solitudine etica a causa delle ininterrotte pene capitali, puntualmente confermate dai governatori rigoristi degli States in cui vige la condanna a morte, nonostante le proteste garantiste di una parte dell’opinione pubblica americana e di parte grandissima dell’opinione europea; doppia solitudine, etica e giuridica, con sospetto d’infrazione del diritto internazionale e della sovranità di nazioni alleate, a causa dei disinvolti omicidi colposi commessi in voli di esercitazione dai cacciabombardieri di stanza nelle basi americane soprattutto in Italia e in Germania
«Mai come in queste ore la solitudine dell’America era apparsa così grande e così totale. Solitudine morale a causa del sexygate della Casa Bianca, che gli avversari americani di Clinton enfatizzano e gli europei perplessi stentano a capire e a prendere sul serio; solitudine politica ed economica a causa dell’embargo quarantennale che assedia Cuba, embargo che il Papa ha severamente condannato durante la missione all’Avana e che provoca da tempo gravi tensioni tra gli interessi commerciali dell’Unione Europea e l’anacronistica ostinatezza anticastrista degli Stati Uniti; solitudine etica a causa delle ininterrotte pene capitali, puntualmente confermate dai governatori rigoristi degli States in cui vige la condanna a morte, nonostante le proteste garantiste di una parte dell’opinione pubblica americana e di parte grandissima dell’opinione europea; doppia solitudine, etica e giuridica, con sospetto d’infrazione del diritto internazionale e della sovranità di nazioni alleate, a causa dei disinvolti omicidi colposi commessi in voli di esercitazione dai cacciabombardieri di stanza nelle basi americane soprattutto in Italia e in Germania. Infine, la solitudine più evidente, senz’altro la più grave di tutte, poiché si configura nella cornice della stabilità mediorientale e mondiale: la crisi irachena che ormai, fra allarmi diplomatici e fragori di guerra, s’avvicina ora dopo ora al momento della verità. Qui, l’isolamento dell’America appare addirittura triplice, cioè politico, militare ed etico. Soltanto una precipitosa marcia indietro di Saddam Hussein, le cui avvisaglie non s’intravedono ancora da nessuna parte, potrebbe fermare all’ultimo minuto lo scatto dell’imponente macchina bellica assemblata e concentrata dalla massima potenza planetaria nelle acque del Golfo» (Enzo Bettiza).