Maurizio Bianchi e Pierpaolo Bollani, Il Mondo, 17/01/1998, 17 gennaio 1998
La Lega calcio italiana, pur di aiutare i club nella quadratura dei bilanci, asseconda vari espedienti
La Lega calcio italiana, pur di aiutare i club nella quadratura dei bilanci, asseconda vari espedienti. Per esempio i costi del ”vivaio”, cioè dei giovani calciatori, vengono iscritti in attivo come ”immobilizzazioni immateriali” da ammortizzare in cinque anni. Contabilmente il criterio è scorretto perché si tratta di costi che non portano a ricavi certi: non tutti i giovani, infatti, diventano campioni. Ancora: per alleggerire il peso sui bilanci della legge Bosman (che consente la libera circolazione dei giocatori all’interno dell’Unione Europea) la Federazione italiana ha ammesso una rivalutazione del parco calciatori con la possibilità di inserirla in conto economico come ricavo,da dividere poi a piacere nell’arco di un triennio: il Parma lo ha fatto in due anni, l’Inter lo farà tutto nel prossimo anno. Questo, in una società non calcistica, un revisore non potrebbe mai approvarlo: le rivalutazioni in conto economico non sono accettate dai princìpi contabili.