Mario La Ferla, Massimo Mucchetti, L’Espresso, 18/12/1997, 18 dicembre 1997
A discorsi tutti i grandi club italiani mirano a quotarsi in Borsa. Requisiti richiesti: la proprietà dello stadio (sono ammesse eccezioni), impianti aperti per dieci ore al giorno, capacità di produrre indipendentemente dai risultati sportivi
A discorsi tutti i grandi club italiani mirano a quotarsi in Borsa. Requisiti richiesti: la proprietà dello stadio (sono ammesse eccezioni), impianti aperti per dieci ore al giorno, capacità di produrre indipendentemente dai risultati sportivi. In Inghilterra ci sono già 15 squadre quotate in borsa (cominciò il Tottenham nel 1987), in Italia c’è solo il caso della Lazio. Per facilitare la quotazione, la Consob ha stabilito che per le società di calcio non sono indispensabili tre bilanci consecutivi in attivo, ma ne basta uno, «sempre che gli assetti patrimoniali e organizzativi siano tali da assicurare stabili ricavi nel tempo, capaci di attenuare l’aleatorietà delle entrate legate ai risultati sportivi» (Tommaso Padoa Schioppa).