La Stampa 19/12/1998; copyright The New York Times, 19 dicembre 1998
Cordesman: «Noi spariamo i missili e non sappiamo che cosa colpiamo»
«Si parla molto dei bombardamenti di precisione, ma il termine è fuorviante. Se due missili da crociera danneggiano gravemente un edificio, la missione viene considerata un successo. E se il 30 per cento dei missili che lanciamo causa gravi danni, vuol dire che stiamo facendo un buon lavoro. Nella guerra del Golfo i missili da crociera mare-terra e le bombe laser-guidate che furono usati ebbero una percentuale di successo assai inferiore, mentre l’ultima volta che abbiamo lanciato dei missili da crociera aria-terra, essi fallirono quasi tutti gli obiettivi. Inoltre ci vuole tempo per distinguere un ”quasi mancato” o un ”danni limitati” da un ”danni critici”, e potremmo non essere in grado di stabilire i danni prodotti per oltre la metà degli obiettivi. Infine ci vogliono mesi, se pur ci si riesce, per capire cosa è stato davvero distrutto» (Anthony H. Cordesman).