la Repubblica 29/12/1998, 29 dicembre 1998
Il ”New York Times” ha dedicato mezza pagina alla mania italiana di mettere nei programmi tivvù soubrette americane (specialmente californiane) obbligate a storpiare la nostra lingua in modo da risultare più esotiche e affascinanti (secondo il quotidiano l’Italia è il maggiore importatore di pin up straniere)
Il ”New York Times” ha dedicato mezza pagina alla mania italiana di mettere nei programmi tivvù soubrette americane (specialmente californiane) obbligate a storpiare la nostra lingua in modo da risultare più esotiche e affascinanti (secondo il quotidiano l’Italia è il maggiore importatore di pin up straniere). Alessandra Stanley, autrice dell’articolo, ha osservato che di solito le stangone d’Oltreoceano fanno da spalla a presentatori bruttini (ad esempio Wendhy Windham e Giancarlo Magalli, definito dalla giornalista «piccoletto semicalvo e tondo»). Gianluca Nicoletti, intervistato sull’argomento, parla di archetipo della ”Bella e la Bestia”, mentre Franco Ferrarotti (sposato con un’americana) è convinto che «gli italiani si sentono vecchi» e che in quei corpi perfetti ed esotici vedono «l’America giovane che incarna la loro fissazione». Giuliano Ferrara (anche lui con moglie americana) dice che in questo modo «l’Italia ride semplicemente di se stessa».