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 1998  dicembre 29 Martedì calendario

Dal 1° gennaio 1999 gli ippodromi italiani resteranno chiusi per la serrata di tutte le categorie: proprietari, fantini, allenatori, guidatori, artieri, circa 50

Dal 1° gennaio 1999 gli ippodromi italiani resteranno chiusi per la serrata di tutte le categorie: proprietari, fantini, allenatori, guidatori, artieri, circa 50.000 persone e 10.000 cavalli. Il movimento ippico è senza soldi e rischia la bancarotta a causa del calo delle scommesse, da sempre principale sostentamento delle scuderie: negli ultimi due anni il montepremi delle giocate che vengono ridistribuite ai vincitori delle gare si è dimezzato. Oltre al calo di interesse verso il mondo dei cavalli e alla concorrenza di altri sistemi di pronostico come enalotto e superenalotto, gli operatori denunciano le responsabilità dell’Unire (Unione nazionale incremento razze equine, attualmente commissariata), colpevole di aver ceduto i diritti di ripresa televisiva delle gare senza chiedere soldi in cambio. Un altro colpo è arrivato dal Ministero delle Finanze con l’aumento dal 5 al 13 per cento del prelievo fiscale sulle corse Tris che ha provocato il crollo delle giocate da 15 a 5 miliardi in due anni. In settimana, su alcuni giornali, pagine di pubblicità ”a cura di tutte le categorie del trotto” con le ragioni della protesta e il disegno di un un fantino che trascina un carro trainato da un cavallo stremato). David Grieco sull’’Unità”: «Nel 1998 , l’ippica italiana ha collezionato una catastrofica sequela di errori [...] Si è cominciato in primavera con le corse al mattino. Eserciti di brocchi in libera uscita, ippodromi deserti, agenzie ippiche frequentate dai soliti tossicodipendenti della scommessa [...] Poi è venuta la stangata della Tris. La corsa Tris, sulla quale dal 1996 si può scommettere tutti i giorni della settimana anche nei bar, ha conosciuto per due anni un boom eccezionale, triplicando quasi il volume di gioco. Ma la malavita organizzata, che sguazza nel mondo dei cavalli, ha cominciato ad addomesticare gli arrivi per mettersi in tasca tutto il nuovo montepremi. Di conseguenza i nuovoi giocatori sono fuggiti a gambe levate [...] Infine il black-out televisivo degli ultimi mesi di quest’anno che ha allontanato molti scommettitori dalle agenzie ippiche facendoli sentire anche parecchio virtuosi».