LíEspresso 14/01/1998, 14 gennaio 1998
In vendita nelle isole Figi la ”Cannibal Chutney”, cioè una ”salsa cannibale” che a detta dei produttori sarebbe identica a quella usata dagli antropofagi dell’Ottocento per condire i piatti a base di carne umana
In vendita nelle isole Figi la ”Cannibal Chutney”, cioè una ”salsa cannibale” che a detta dei produttori sarebbe identica a quella usata dagli antropofagi dell’Ottocento per condire i piatti a base di carne umana. Richard Beyer, uno dei riscopritori della salsa (venduta in barattoli con l’etichetta gialla e verde), dice che «per i turisti è un simpatico souvenir come quelle forchettine che vanno a ruba ed erano nate per estrarre pezzi di cervello dai crani». I figiani, per nulla contenti dell’iniziativa: «Nella storia delle isole c’è un solo caso di missionario bianco finito in pentola: il reverendo Thomas Baker, le cui scarpe sono esposte nel museo della capitale Suva». Lo storico Paul Geraghty ha spiegato che l’uso era legato ai primi tempi delle esplorazioni: «I capi mangiavano, gli altri guardavano. Tutt’al più, alla gente delle classi subalterne, venivano dati pezzetti di scarto, piedi o mani, da masticare». Ancora oggi tra gli isolani l’insulto più diffuso è ”bokola”, cioè ”corpo da mangiare”.