Carlo Bonini, Corriere della Sera 08/01/1999, 8 gennaio 1999
Il solista del mitra. Luciano Lutring, classe 1937, tra il 1957 ed il 1965 famoso come ”il solista del mitra”: «Ma che schifo
Il solista del mitra. Luciano Lutring, classe 1937, tra il 1957 ed il 1965 famoso come ”il solista del mitra”: «Ma che schifo. Ma si può ammazzare come un cane un edicolante? Sparare fucilate in una birreria? Ma questa è un’oscenità. E poi che fanno? Ammazzano e scappano. Ai miei tempi si diceva che i soldati che scappavano erano buoni per un’altra guerra [...] Noi rispettavamo il dannato. Sì, insomma, lo chiamavamo così quello che rapinavamo. Anche perché era il nostro datore di lavoro [...] Di soldi ne facevamo, di quelli veri. Non come questi disgraziati che entrano in un supermarket in quattro per portar via 15 milioni. E magari sparano pure sui clienti [...] Io e i miei ragazzi ce ne andavamo dopo qualche bel colpo al Lo Tito, alla Birreria Italia. Ci facevamo fuori 7-8 bottiglie di champagnino, qualche ostrichetta. Buttavamo via 150-200 mila lire, che per l’epoca era lo stipendio di un operaio. La gente era contenta perché di quel che avevamo in tasca ci restava poco. Anche il metronotte che ci teneva d’occhio la macchina faceva i salti di gioia. Noi arrivavamo con belle macchine. Di quelle che rubavamo. Lui faceva in modo che non ce le ciulassero altri ladri e noi un bel regalino gli facevamo al metronotte: un accendino Cartier, un Dupont [...] All’alba si andava in piazza Piola per un risottino e si accompagnava l’entreneuse alla fermata del tram». Il mitra Sten, ripiegato in un astuccio di violino, «era di un paracadutista australiano. Me ne fece omaggio un amico di mala quando si ritirò dall’attività. Quando me lo sequestrarono mi costò il nomignolo che mi porto dietro [...] Ogni tanto qualcuno dei nipoti dei miei amici di un tempo mi saluta come un vecchio capo e mi fa vedere il ferro sotto il giubbotto. E sa cosa faccio? Penso alle mie due bambine gemelle, Natasha e Katiusha, e dico: ma andate a lavorare».