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 1999  gennaio 10 Domenica calendario

Nel libro Empty Cradles (Culle vuote), Margaret Humphreys ha ricostruito la storia dei diecimila bambini inglesi deportati in Australia dal 1947 al 1968: «In alcuni casi possiamo parlare di vero e proprio rapimento

Nel libro Empty Cradles (Culle vuote), Margaret Humphreys ha ricostruito la storia dei diecimila bambini inglesi deportati in Australia dal 1947 al 1968: «In alcuni casi possiamo parlare di vero e proprio rapimento. Il caso che più mi ha colpito è quello di un bambino evacuato durante i bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale in un convento di suore di campagna. Quando la guerra finì e la madre arrivò da Londra per riprenderselo le suore le dissero che era andato disperso. Al bambino, trasferito in Australia, venne raccontato che i genitori erano morti nei bombardamenti». John Hennessy, 62 anni, deportato quando ne aveva dodici: «Venni spogliato, nudo di fronte ad altri cinquanta ragazzi, poi un uomo incominciò a colpirmi con il bastone da passeggio. Sanguinavo dappertutto, credevo di morire. Camminando su mani e ginocchia cercai di raggiungere la porta, ma lui mi colpì con un calcio alla testa. I dottori dicono che la mia balbuzie dipende proprio da quel colpo alla testa». Un’altra deportata: «Nel novembre 1950, quando avevo otto anni e mezzo, mi misero su una nave insieme ad altri ottanta bambini, mi avevano detto che i miei genitori erano morti e io partivo per una vacanza di sei settimane. Sulla nave mi fecero credere che una famiglia mi aspettava in Australia. All’arrivo trovai solo un autobus che ci portò in un orfanotrofio sperduto. Dopo due giorni passavo le mie giornate inginocchiata a pulire i pavimenti dei dormitori. Dopo una settimana una donna mi chiamò sulla veranda, prese un paio di forbici e mi tagliò tutti i capelli. Avevo i capelli lunghi alla schiena. Ci tenevo più di ogni altra cosa. Lei mi disse che i capelli lunghi non erano permessi. La notte nei dormitori piangevamo con la testa nascosta sotto le lenzuola». Un uomo ha raccontato di essere diventato il favorito di alcuni Christian Brothers (Fratelli Cristiani, un’associazione religiosa cattolica australiana incaricata di accogliere i bambini) dell’orfanotrofio di Tardun, che fecero una gara per vedere chi sarebbe stato il primo a violentarlo per la centesima volta.