Marco Mensurati, la Repubblica 14/01/1999; Riccardo Orizio, Corriere della Sera 15/01/1999, 14 gennaio 1999
In questi giorni la catena europea Giacomelli sport, un fatturato di 175 miliardi nel ’97, 1500 dipendenti, vende palloni da calcio a 900 lire
In questi giorni la catena europea Giacomelli sport, un fatturato di 175 miliardi nel ’97, 1500 dipendenti, vende palloni da calcio a 900 lire. Franco Gesualdi, portavoce dell’associazione Centro nuovo modello di sviluppo: «Vendere palloni a 900 lire può significare due cose: o che la Giacomelli ci rimette una somma enorme, ma a quel punto avrebbe fatto più bella figura regalandoli, oppure che quella merce è stata pagata pochissimo». La Giacomelli di Rimini: «Se le grandi ditte fanno fare i palloni ai bambini, non è certo colpa nostra. I prodotti in promozione non sono di una marca specifica, non è un’operazione di vendita di uno stock acquistato a prezzi stracciati: si tratta di palloni di tutte le più grandi marche, Mitre, Umbro, Enigma. Se queste sono scorrette non è colpa nostra. Anche altre ditte producono in Turchia sfruttando il lavoro minorile: e noi che dovremmo fare? Chiudere?». Il portavoce della Giacomelli: «Si è trattato solo di una promozione. Il costo vero dei palloni è enormemente superiore alle 900 lire. Non li abbiamo regalati solo perché i consumatori diffidano dei regali». Un’anziana signora milanese: «Certo che lo compro per il mio nipotino. D’altro canto in Pakistan cucire palloni è spesso l’unico modo per sopravvivere».