Paolo Conti, Corriere della Sera 17/01/1999; Paolo Foschini, Giovanna Grassi, Corriere della Sera 18/01/1999; Paolo Foschini, Corriere della Sera 19/01/1999; l.día., il Giornale 18/01/1999, 17 gennaio 1999
Nel ’98, in Italia, sono state intercettate più di 44 mila telefonate (il triplo di cinque anni fa)
Nel ’98, in Italia, sono state intercettate più di 44 mila telefonate (il triplo di cinque anni fa). In cinque anni le compagnie telefoniche hanno conservato i tabulati di 75 miliardi di telefonate. La videoregistrazione sul territorio è capillare: banche, supermercati, incroci, autostrade, palasport, metropolitane, stazioni, stadi di calcio. Stefano Rodotà, garante della privacy: «Nessuno mette in discussione l’importanza delle intercettazioni nella lotta al crimine. Però è anche successo, più volte, di veder pubblicate sui giornali frasi pronunciate non da chi era legittimamente intercettato, ma dai suoi ignari interlocutori... Il problema non riguarda solo l’Italia, visto che il Parlamento europeo ha chiesto da tempo a tutti gli Stati una relazione sul tema. E l’espressione adottata a Bruxelles è più chiara di ogni altra: andiamo verso la ”società della sorveglianza totale” [...] Esiste una rete a maglie strettissime che attualmente filtra ogni attimo della nostra vita, bisogna che l’opinione pubblica sappia il rischio che corre [...]». Francesco Cossiga, dopo aver visto Nemico pubblico, il film di Tony Scott che mette sotto accusa la rete di intercettazioni politiche, private e pubbliche: «Nel nostro Paese, purtroppo (e dico purtroppo perché un paio di queste norme le ho scritte io quando ero ministro dell’Interno) l’uso delle intercettazioni telefoniche e l’uso delle intercettazioni ambientali, anche se autorizzate dal magistrato, hanno assunto una proporzione tale da incidere sulla vita dell’individuo [...] Il film racconta una realtà possibile: c’è in tutto il mondo una copertura globale volta all’intercettazione delle comunicazioni radio. Occorre tenere molto fermo il principio della supremazia del diritto alla libertà e quindi alla privacy». Per il procuratore Vigna quella di Cossiga è «paranoia»: «Forse che il crimine non minaccia la nostra privacy? Ecco: si tratta di vedere quali limitazioni si è disposti ad accettare per combatterlo». Will Smith, 31 anni, star della televisione, protagonista di Nemico pubblico: «Quando ho visitato la Cia e la National Security Agency di Fort Meade per il film ne sono uscito terrorizzato: perché possiamo ritrovarci tutti colpevoli per una nostra innocente conversazione manipolata in quegli immensi schedari di computer, satelliti, cimici che osservano la nostra identità e illusioni di ”privacy” e spiano anche chi spia». In Italia, per le intercettazioni telefoniche e ambientali, negli ultimi cinque anni sono stati spesi 181 miliardi di lire.