Michele Anselmi, líUnit 21/01/1999, 21 gennaio 1999
Sabrina Ferilli, 34 anni, racconta che ”l’Unità” è il suo giornale da quando era una ragazzina della Fgci: «Ogni mattina è sul mio tavolo insieme al ”Corriere della Sera”, alla ”Repubblica” e al ”Messaggero”: non sempre mi piace, ma è il primo che sfoglio
Sabrina Ferilli, 34 anni, racconta che ”l’Unità” è il suo giornale da quando era una ragazzina della Fgci: «Ogni mattina è sul mio tavolo insieme al ”Corriere della Sera”, alla ”Repubblica” e al ”Messaggero”: non sempre mi piace, ma è il primo che sfoglio. La nostalgia e la tradizione non c’entrano. Continuo a pensare che sia uno strumento insostituibile per una persona di sinistra. Non solo di informazione, ma anche di formazione culturale e politica. E poi mi piace sfogliare un giornale che finalmente non si occupa di chiacchiere, indiscrezioni e fesserie formato ”Novella 2000”». Fu il padre a trasmettere all’attrice la passione per la lettura: «Attorno ai sedici anni, mise me e i miei fratelli, Pierluigi e Cristina, attorno a un tavolo per parlare di sesso e amore. Eravamo un po’ imbarazzati. Lui sdrammatizzò subito la situazione dicendo semplicemente queste parole: ”Mettetevi con chi vi pare, non mi importa che siano poveri o ricchi, gialli o neri, ma diffidate sempre di chi non compra un giornale alla mattina”».