Vincenzo Tessandori, La Stampa 24/01/1999, 24 gennaio 1999
Neritan Ceka, archeologo, ex ministro dell’Interno, presidente della Commissione parlamentare per l’ordine pubblico: «Bisogna trattare il problema scafisti come un problema sociale e non criminale
Neritan Ceka, archeologo, ex ministro dell’Interno, presidente della Commissione parlamentare per l’ordine pubblico: «Bisogna trattare il problema scafisti come un problema sociale e non criminale. Chi sono? Sono gente povera, gente senza lavoro. E metà soltanto del fenomeno è criminale». Uno strumento efficace? «Trovare posti di lavoro [...]». Il primo passo? «Convincere la gente con le parole, non con i fucili. Dobbiamo convincerla a ormeggiare i gommoni». Ma non le pare che questi neppure ci pensino? Le sembra normale una rivolta per un sequestro di polizia? «Be’! vede, il punto è che quei gommoni rappresentano lo strumento del loro lavoro. Magari avevano già progettato la traversata, preso il denaro, data la parola». Difficile credere che quella sia sacra... «Il fatto è che trenta scafi vogliono dire trenta famiglie. Ma ci riusciremo. Dalla piazza Scanderberg di Tirana abbiamo rimosso cento chioschi abusivi».