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 1999  gennaio 25 Lunedì calendario

Bruce Haughey, neurochirurgo in un centro di St. Louis, nel Missouri, dopo il successo di numerosi esperimenti sui cani, tenterà un trapianto di lingua su un malato di tumore alla bocca

Bruce Haughey, neurochirurgo in un centro di St. Louis, nel Missouri, dopo il successo di numerosi esperimenti sui cani, tenterà un trapianto di lingua su un malato di tumore alla bocca. L’organo sarà prelevato da un cadavere, trattato per evitare il deterioramento e conservato per pochi minuti in uno speciale contenitore. Poi, con un’operazione di microchirurgia, i vasi sanguigni, i nervi e i muscoli della nuova lingua saranno ricollegati con quelli del paziente, che dopo qualche tempo ricomincerà a controllare la muscolatura, ma non riacquisterà il gusto. Rischio: il malato, sottoposto a potenti cure antirigetto che abbassano di molto le difese immunitarie, sarà più esposto alle recidive. Marco De Vincentiis, direttore della quarta clinica di Otorino laringoiatra dell’università ”La Sapienza” di Roma: «Per un fine estetico e funzionale si perderà di vista la malattia principale esponendo i malati al pericolo della vita». Silvia Vegetti Finzi, filosofa e psicoanalista: «L’identità non è fatta solo di intelligenza, è fatta anche di memoria, la personalità è intrisa della ”narrazione di noi” che abbiamo fatto con ogni possibile mezzo. Il primo è stato la lingua. Chissà se qualcosa passerà al trapiantato ...».