Gabriele Beccaria, La Stampa 05/02/1999, 5 febbraio 1999
Gli animalisti dell’Alf (Animal Liberation Front), che a Natale avvelenarono alcuni panettoni, hanno spedito a un’agenzia di stampa romana una tavoletta di cioccolata bianca della Nestlè accompagnata dal biglietto: «Loro avvelenano noi, noi avveleniamo loro, 55 pezzi a Bologna»
Gli animalisti dell’Alf (Animal Liberation Front), che a Natale avvelenarono alcuni panettoni, hanno spedito a un’agenzia di stampa romana una tavoletta di cioccolata bianca della Nestlè accompagnata dal biglietto: «Loro avvelenano noi, noi avveleniamo loro, 55 pezzi a Bologna». La Coop ha ritirato le confezioni dagli scaffali dei suoi supermarket, mentre la Nestlè ha spiegato che è impossibile, data la compattezza del prodotto, introdurre sostanze con l’ago di una siringa. Roberto Duria, portavoce dell’Alf italiana, dice che la Nestlè è stata presa di mira perché, come tutte le aziende agro-chimico-alimentari, utilizza gli animali per la sperimentazione dei suoi prodotti. Tra le prossime azioni, Duria ipotizza l’avvelenamento degli abbacchi: «Diciamo che la mia è una notizia semiseria. Ma andrebbe fatto, perché a Pasqua si ammazzano sei milioni di agnelli, in quella che considero un’enorme messa nera celebrata in onore del dio-stomaco, che è il satana nascosto dell’uomo».