Vera Schiavazzi, m.s., la Repubblica 05/02/1999; Maria Serena Palieri, líUnit 06/02/1999, 5 febbraio 1999
Ricercatori. Ginecologi, biologi e ricercatori che da anni lavorano sulle frontiere più avanzate della procreazione assistita contestano la decisione della Camera
Ricercatori. Ginecologi, biologi e ricercatori che da anni lavorano sulle frontiere più avanzate della procreazione assistita contestano la decisione della Camera. Tra loro c’è chi propone un referendum e chi invita alla ”disobbedienza civile”. Alessandro Di Gregorio, ginecologo torinese: «L’Italia rimarrà l’unico paese al mondo dove la donazione di spermatozoi e di ovociti è vietata per legge. Le coppie sterili se ne andranno in Francia, chi non ha abbastanza soldi sarà condannato a non avere figli [...] E gli unici veramente contenti saranno gli operatori senza scrupoli, disposti a correre e a far correre ai loro pazienti tutti i rischi che il mercato nero delle inseminazioni comporta». Adolfo Allegra, fondatore di European Fertility Research Associates: « incredibile che sia stata bocciata l’inseminazione eterologa: si tratta di un provincialismo che ci fa precipitare agli ultimi gradini della scala mondiale». Carlo Flamigni, presidente del Cecos che associa i centri per la conservazione del seme: «Stanno costruendo un mostro medievale [...] Odioso sarebbe dover dire alle coppie non sposate: se fate un figlio per conto vostro va bene, se invece chiedete un aiuto a noi dobbiamo negarvelo. Ma se la sterilità è una patologia da curare, bisogna concludere che questo Stato vuole curare solo le persone sposate». Si dissocia Romano Forleo, 53 anni, cristiano-sociale, figura di spicco del mondo dell’ostetricia e ginecologia cattolica: «Mi sento di aver vinto non solo da cattolico [...] Ho sempre visto come un grande pericolo per gli scienziati il miraggio dell’onnipotenza: il sogno di entrare senza limiti nei delicati momenti del nascere».