Gianni Mura, la Repubblica 01/02/1999, 1 febbraio 1999
Bruno Danovaro, 30 anni, fisico muscoloso ma proporzionato (alto1,78 per 79 chili), primatista mondiale di sollevamento pesi su panca (527,5 kg di distensione), disciplina professionistica di derivazione americana dove, al contrario dello sport praticato alle olimpiadi, si alza il bilanciere da sdraiati
Bruno Danovaro, 30 anni, fisico muscoloso ma proporzionato (alto1,78 per 79 chili), primatista mondiale di sollevamento pesi su panca (527,5 kg di distensione), disciplina professionistica di derivazione americana dove, al contrario dello sport praticato alle olimpiadi, si alza il bilanciere da sdraiati. Gestisce un paio di palestre a Milano dove è bandito qualsiasi tipo di preparato per sviluppare i muscoli: «Io sono per uno sport pulito, se uno prende una pastiglia lo butto fuori, possono controllarmi anche tutti i giorni sangue e urine». La sua battaglia contro il doping lo ha inviso al mondo delle palestre di body-building: «Mi hanno fatto saltare tre volte la macchina sotto casa e l’anno scorso ho girato un mese scortato dai carabinieri». Quando ha incontrato il doping per la prima volta? «Al mio primo campionato italiano, a 19 anni. Entrano in spogliatoio due tizi vestiti bene, mi dicono che hanno sentito parlare di me, sanno che sono in gamba, mi danno due pastiglie che mi aiuteranno a essere più forte. Ringrazio, escono. Le butto nel water. Vinco. Si presentano subito dopo: hai visto. Ne vuoi altre. Allora gli dico che le pastiglie le ho buttate nel cesso e se si fanno rivedere li denuncio. stata una delle cose migliori che ho fatto nella vita, perché se cominci non smetti più». Ma lei proprio nulla , mai nemmeno una pastiglia? «No, sono partito molto giovane e tenevo gli occhi aperti. Ho visto troppi armadietti pieni di siringhe, troppi Mister Universo che si abbuffavano a tavola e poi correvano in bagno a vomitare. Dicevano che bisogna illudere il corpo di mangiare, ma non dargli il tempo di assimilare i cibi perché la pelle deve essere liscia e setosa così da evidenziare i muscoli. Ma che vita è? Ho visto famosi campioni con lo scroto vuoto, zero, impotenti, è la fine che si fa con gli anabolizzanti, se prima non ti scoppia il fegato o ti viene il cancro. Ci sono ragazzi che vanno all’ippodromo di S. Siro a prendere gli anabolizzanti per cavalli perché hanno un effetto più rapido».