Daniela Daniele, La Stampa 03/02/1999; Margherita De Bac, Erri De Luca, Corriere della sera 03/02/1999; Mario Reggio, Orazio La Rocca, la Repubblica 03/02/1999; C.F., líUnit 03/02/1999; C. Ma., Il Messaggero 03/02/1999; Mino Vignolo, Corriere della sera, 3 febbraio 1999
Dopo undici anni di discussione, la Camera ha approvato la legge sulla donazione degli organi, che passerà ora al Senato per l’approvazione definitiva
Dopo undici anni di discussione, la Camera ha approvato la legge sulla donazione degli organi, che passerà ora al Senato per l’approvazione definitiva. Tutti i cittadini tra i 18 ed i 60 anni dovranno dichiarare attraverso un modulo inviato dall’Asl se intendono autorizzare il prelievo dei propri organi dopo la morte. Si avranno tre mesi di tempo per riconsegnare il modulo firmato alla Asl, ma sarà sempre possibile cambiare idea. Il silenzio verrà considerato automaticamente assenso, purché ci sia la prova scritta che al cittadino sia arrivata la notifica dell’Asl. I familiari, nel caso in cui il parente non si sia espresso in vita, potranno opporsi al prelievo solo presentando una dichiarazione autografa del potenziale donatore (il documento potrà essere presentato anche da un amico). Per i minorenni, l’espianto sarà possibile solo se sono d’accordo entrambi i genitori. Il ministero della Sanità precederà l’invio dei moduli da parte delle Asl con una campagna di informazione che spiegherà cosa significa donare e cosa è un trapianto. Erri de Luca: « la negazione del diritto di inviolabilità della persona umana. l’esproprio medico del corpo e della nuda vita ridotta a magazzino di pezzi di ricambio. Per procurarsi organi si interviene su un corpo che respira e pulsa regolarmente sangue, si stronca un’esistenza ancora in palpiti». Secondo la legge del ’93, la dichiarazione di morte si ha quando cessano in modo irreversibile tutte le attività dell’encefalo. Guido Ceronetti: «Così facendo si spiana la strada al crimine, agli espianti criminali, agli espianti senza consenso, all’orrore. C’è il serio rischio che ci sia l’espianto senza una qualche forma di consenso, il quale è assolutamente necessario». Da una lettera a ”La Stampa”: «Il sinistro fenomeno dell’inversione del linguaggio ha sostituito al realistico concetto di cannibalismo il più affascinante ma contorto concetto di ”donazione”, che vede orde di famelici e miseri irrinunciatari, morbosamente avidi di sopravvivenza a tutti i costi, aggirarsi alla ricerca affannosa di carcasse umane su cui affondare artigli e canini. E a questo proposito, nei confronti di tanti ingenui idealisti di cui si dice ”Hanno donato i propri organi”, sarebbe più giusto e realistico dire ”Se li sono mangiati”!». In Italia, dove ci sono 11,6 donatori ogni milione di abitanti (media europea: 15,6), 10.000 malati sono in lista d’attesa per ricevere un rene, 1.000 per il trapianto di fegato, 1.000 per quello di cuore, 100 per quello di polmone.