Renato Caprile, la Repubblica 11/02/1999, 11 febbraio 1999
Ad Anversa quattro ricercatori belgi, Bart Weetjiens e Cristophe Cox, ingegneri, Ellen van Krunkelsven, biologa, e Saskia van Beasuw, etologa, addestrano topi anti-mine per bonificare alcune zone della Tanzania
Ad Anversa quattro ricercatori belgi, Bart Weetjiens e Cristophe Cox, ingegneri, Ellen van Krunkelsven, biologa, e Saskia van Beasuw, etologa, addestrano topi anti-mine per bonificare alcune zone della Tanzania. Per il progetto sono stati scelti roditori selvatici, grossi come conigli, coda lunghissima, un chilo-un chilo e mezzo di peso: «Costano meno, hanno bisogno di meno cure, occupano meno spazio dei cani, resistono meglio alle malattie tropicali. E soprattutto - leggeri come sono - corrono meno rischi di saltare in aria». L’addestramento si svolge in un laboratorio dove viene diffusa musica classica per sviluppare l’intelligenza dei roditori e prevede quattro fasi progressivamente più difficili. Nella prima il topo è introdotto in una gabbia con quattro mangiatoie: una contiene un foglio di carta intriso di Tnt. Nella seconda le mangiatoie diventano sedici. Nella terza fase il topo, dopo aver trovato l’esplosivo, è capace di azionare una levetta collegata a un computer. Nell’ultima fase è introdotto in un box di due metri per quattro, ricoperto di terra proveniente dall’Africa, dove è nascosto un piccolissimo pezzo di Tnt: se lo trova entro sette secondi, riceve in premio semi di girasole. Finanziamento: mezzo miliardo all’anno, stipendi compresi.