Maurizio Maggi, LíEspresso 18/02/1999, 18 febbraio 1999
Nel 1960, in Svizzera, per ogni pensionato c’erano 4,4 lavoratori a versare il contributo obbligatorio (il 10 per cento dello stipendio lordo), nel 1994 erano scesi a 2,9 (le previsioni dicono che nel 2040 gli occupati saranno la metà esatta dei pensionati)
Nel 1960, in Svizzera, per ogni pensionato c’erano 4,4 lavoratori a versare il contributo obbligatorio (il 10 per cento dello stipendio lordo), nel 1994 erano scesi a 2,9 (le previsioni dicono che nel 2040 gli occupati saranno la metà esatta dei pensionati). Come contromisura al progressivo invecchiamento della popolazione e al basso rendimento dei titoli di stato l’AVS, istituto previdenziale svizzero, dal 1997 investe una parte del suo patrimonio in borsa. La parte di investita è pari al 7% del patrimonio (stimato in 24 miliardi di franchi svizzeri, circa 29 mila miliardi di lire) ma dopo il buon andamento del fondo azionario in borsa (13 per cento nel primo anno, 5,5 nel secondo nonostante il cattivo andamento della borsa svizzera) si passerà al 25 per cento. La società di intermediazione garantisce per il futuro un rendimento annuo del 7,5 per cento: obiettivo raggiungibile togliendo i vincoli che limitano l’area di intervento azionario solo ai titoli quotati alla Borsa di Zurigo. Joseph Hofstetter gestore del fondo azionario:« assolutamente necessario aumentare la redittività del fondo, e sul lungo periodo nessuno strumento finanziario può rendere più della Borsa».