e. st., La Stampa 04/02/1999, 4 febbraio 1999
La corte federale di Portland (Oregon) ha condannato gli antiabortisti autori del sito Internet in cui si trovano nomi, cognomi, indirizzi, numeri di targa e foto dei medici che praticano le interruzioni di gravidanza, a pagare un risarcimento 107 milioni di dollari (182 miliardi di lire)
La corte federale di Portland (Oregon) ha condannato gli antiabortisti autori del sito Internet in cui si trovano nomi, cognomi, indirizzi, numeri di targa e foto dei medici che praticano le interruzioni di gravidanza, a pagare un risarcimento 107 milioni di dollari (182 miliardi di lire). I giudici hanno stabilito che l’iniziativa sulla rete equivale ad una vera e propria minaccia di morte verso i medici. L’avvocato dell’associazione dei legali cattolici Christopher Ferrara, che ha difeso alcuni dei quattordici imputati del processo: « una limitazione al primo emendamento della Costituzione americana che tutela la libertà di espressione. Se quei manifesti vengono considerati una minaccia, allora in teoria qualsiasi documento che critica un medico abortista e ne fa il nome è una minaccia». Catherine Ramey, una delle imputate: « come se avessero chiesto a Martin Luther King di pagare per il Ku Klux Klan». Elizabeth Newhall, uno dei quattro medici che hanno sporto denuncia: «Dopo essere stati definiti ”la dozzina della morte” ed accusati di ”crimini contro l’umanità” sul sito Internet, vogliamo impedire che le loro minacce ostacolino il lavoro delle strutture mediche, come succede ormai da molti anni».