Natalia Aspesi, la Repubblica 25/02/1999, 25 febbraio 1999
«Il fascino di Casta è quello eterno che l’immaginario maschile, e forse persino le nostalgie femminili, chiedono a una donna che dovrebbe in questo momento, e fuggevolmente, rappresentare tutte le donne
«Il fascino di Casta è quello eterno che l’immaginario maschile, e forse persino le nostalgie femminili, chiedono a una donna che dovrebbe in questo momento, e fuggevolmente, rappresentare tutte le donne. Una giovinezza intoccabile e un po’ rustica, una bellezza ridente e placida, una manifesta innocenza e inesperienza seduttiva, il non sapere fare nulla, con accattivante maestria: nè cantare, nè parlare in italiano e neppure in francese, nè muoversi, nè inventarsi una battuta. Ai giorni nostri una donna perfetta, unica, come purtroppo non se ne trovano più».