Simonetta Robiony, La Stampa 04/03/1999, 4 marzo 1999
Massimo Ceccherini a proposito del suo primo film, intitolato Lucignolo: «Un film involontario. Direi un’autobiografia visto che non ho inventato niente
Massimo Ceccherini a proposito del suo primo film, intitolato Lucignolo: «Un film involontario. Direi un’autobiografia visto che non ho inventato niente. Lucignolo sono io. Io che non ho mai avuto voglia di lavorare. Io che tratto mia madre come una schiava. Io che passerei la vita a dormire; io che sogno di possedere una donna. Io che faccio scherzacci brutti alla gente per vendicarmi di questa faccia che mi porto appresso; solo nella masturbazione lui, Lucignolo, campione mondiale della specialità, è più avanti di me. Io sono agli inizi, ma mi rifarò». Preferenze: «Più che le pornostar mi piacciono le casalinghe con le poppe grandi, magari un po’ sfatte. Sarà perché a me mi piace mia madre: con lei ho un rapporto fantastico: fuori che il sesso mi permetto di tutto. E lo stesso faccio con le donne di cui mi innamoro, solo che loro, dopo un po’, mi lasciano».