La Stampa 19/02/1999, 19 febbraio 1999
Il monaco buddista Shokyu Ishiko del tempio Jomoh, versione virtuale del monastero Daioh di Kyoto, effettua cerimonie funebri per informazioni digitali andate perdute: software diventati inutili perché obsoleti, progetti falliti di business informatico, pacchetti d’informazioni cancellati da un salto di corrente, e-mail distrutte senza neppure essere state aperte, eccetera
Il monaco buddista Shokyu Ishiko del tempio Jomoh, versione virtuale del monastero Daioh di Kyoto, effettua cerimonie funebri per informazioni digitali andate perdute: software diventati inutili perché obsoleti, progetti falliti di business informatico, pacchetti d’informazioni cancellati da un salto di corrente, e-mail distrutte senza neppure essere state aperte, eccetera. Secondo Ishiko, la sistematica e inconsapevole perdita di dati sulle autostrade informatiche «provoca un vuoto che solo l’illuminazione può colmare». Il servizio di preghiera è stato molto criticato da altre scuole buddiste perché caricherebbe l’informazione di un intrinseco valore sacro e non terrebbe conto del fatto che le notizie, ritornando nell’illimitato vuoto della mente, non vanno mai disperse. Dei settemila utenti che finora hanno richiesto funerali per informazioni digitali, metà non sono giapponesi (l’indirizzo: www.thezen.or.jp).