d. d. a., la Repubblica 01/03/1999, 1 marzo 1999
Mario Merola: «Nella mia carriera ho guadagnato moltissimo, ma ho perso miliardi al gioco, ho puntato centinaia di milioni su tutte le ruote, ma non sono mai rientrato nelle spese
Mario Merola: «Nella mia carriera ho guadagnato moltissimo, ma ho perso miliardi al gioco, ho puntato centinaia di milioni su tutte le ruote, ma non sono mai rientrato nelle spese. Insisto perché vivo nella speranza: quando cominci a giocare non riesci più a smettere. Puntare su un solo numero non è divertente, è da dilettanti. Adesso c’è grande attesa per il 13, Sant’Antonio, sulla ruota di Torino. Ma io lo gioco insieme con il 50 che è il pane, il simbolo del santo. Il lotto, a differenza di altri giochi serve a interpretare sogni e fatti: non si può ridurre ad una statistica». Ispirato da Sanremo: «Ho puntato diecimila lire su un classico 23, 27 e 49: i primi due sono i giorni in cui si è svolta la manifestazione, 49 sono le canzoni. Non sono stati estratti. E ci credo: lo spettacolo non è stato emozionante».