Claudio Beneforti, Corriere dello Sport 09/03/1999, 9 marzo 1999
Otto mesi fa, per superare un periodo di crisi, Beppe Signori si iscrisse con la moglie e il cognato a un corso di autostima tenuto dallo psicologo americano Anthony Robbin: «Credetemi, è stata un’esperienza unica, meravigliosa, incredibile»
Otto mesi fa, per superare un periodo di crisi, Beppe Signori si iscrisse con la moglie e il cognato a un corso di autostima tenuto dallo psicologo americano Anthony Robbin: «Credetemi, è stata un’esperienza unica, meravigliosa, incredibile». Quando arrivò il momento di camminare sui carboni ardenti, Signori, piuttosto scettico, affrontò la prova soprattutto per orgoglio: «Vidi che molti, anche gente di sessanta, settanta anni, ascoltavano l’invito del professore. Allora mi dissi che non potevo aver paura solo io, che non potevo essere più scemo e fifone degli altri. Sulla pedana, con sotto il muschio verde e sopra i carboni ardenti, dovevamo dire ”il muschio è freddo, il muschio è freddo”. Quando arrivò il mio turno, partii deciso, ripetendo proprio ”il muschio è freddo, il muschio è freddo”. Non mi bruciai, non rimediai neanche una scottatura a un dito. Né io né mia moglie né mio cognato, nessuno dei duemila partecipanti alle sedute si scottò». Finito il corso il professor Robbin gli consigliò di guardare di continuo, fino alla noia, tutti i gol segnati in passato. Ora Signori, negli alberghi del ritiro, chiede sempre un videoregistratore: «Nel limite del possibile consumo questo rito alla vigilia delle partite: mi serve per caricarmi, mi mette dentro una rabbia incredibile e tanta positività».