Questo sito utilizza cookies tecnici (propri e di terze parti) come anche cookie di profilazione (di terze parti) sia per proprie necessità funzionali, sia per inviarti messaggi pubblicitari in linea con tue preferenze. Per saperne di più o per negare il consenso all'uso dei cookie di profilazione clicca qui. Scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie Ok, accetto

 1999  marzo 09 Martedì calendario

Otto mesi fa, per superare un periodo di crisi, Beppe Signori si iscrisse con la moglie e il cognato a un corso di autostima tenuto dallo psicologo americano Anthony Robbin: «Credetemi, è stata un’esperienza unica, meravigliosa, incredibile»

Otto mesi fa, per superare un periodo di crisi, Beppe Signori si iscrisse con la moglie e il cognato a un corso di autostima tenuto dallo psicologo americano Anthony Robbin: «Credetemi, è stata un’esperienza unica, meravigliosa, incredibile». Quando arrivò il momento di camminare sui carboni ardenti, Signori, piuttosto scettico, affrontò la prova soprattutto per orgoglio: «Vidi che molti, anche gente di sessanta, settanta anni, ascoltavano l’invito del professore. Allora mi dissi che non potevo aver paura solo io, che non potevo essere più scemo e fifone degli altri. Sulla pedana, con sotto il muschio verde e sopra i carboni ardenti, dovevamo dire ”il muschio è freddo, il muschio è freddo”. Quando arrivò il mio turno, partii deciso, ripetendo proprio ”il muschio è freddo, il muschio è freddo”. Non mi bruciai, non rimediai neanche una scottatura a un dito. Né io né mia moglie né mio cognato, nessuno dei duemila partecipanti alle sedute si scottò». Finito il corso il professor Robbin gli consigliò di guardare di continuo, fino alla noia, tutti i gol segnati in passato. Ora Signori, negli alberghi del ritiro, chiede sempre un videoregistratore: «Nel limite del possibile consumo questo rito alla vigilia delle partite: mi serve per caricarmi, mi mette dentro una rabbia incredibile e tanta positività».