Questo sito utilizza cookies tecnici (propri e di terze parti) come anche cookie di profilazione (di terze parti) sia per proprie necessità funzionali, sia per inviarti messaggi pubblicitari in linea con tue preferenze. Per saperne di più o per negare il consenso all'uso dei cookie di profilazione clicca qui. Scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie Ok, accetto

 1999  marzo 11 Giovedì calendario

A Londra Sotheby’s ha messo all’asta la collezione di antiquariato del torinese Giuseppe Rossi, morto dieci anni fa, millequattrocento pezzi tra cui gli arredi delle residenze sabaude, «la più importante collezione italiana di antiquariato venduta all’estero in questo secolo»

A Londra Sotheby’s ha messo all’asta la collezione di antiquariato del torinese Giuseppe Rossi, morto dieci anni fa, millequattrocento pezzi tra cui gli arredi delle residenze sabaude, «la più importante collezione italiana di antiquariato venduta all’estero in questo secolo». Ricavato: 60 miliardi, che andranno in beneficenza per finanziare la scuola per artigiani restauratori voluta da Rossi e avviata nel ’94 dal Servizio missionario giovani, la fraternità laica guidata da Ernesto Olivero. Alla vigilia dell’asta, Agnelli ha acquistato quattro applique montate su bronzi dorati e laccati, per donarli a Torino («L’ho fatto per la mia città»). Prezzo: 700 milioni (Agnelli fa parte dell’advisory board della Sotheby’s holdings, alla quale andrà il 10 per cento del ricavato della vendita).