Lietta Tornabuoni, La Stampa 08/03/1999;A.L., líUnita 08/03/1999, 8 marzo 1999
Kubrick aveva paura di volare e il terrore della macchina: al suo autista chiedeva di non superare la velocità di 60 Km l’ora
Kubrick aveva paura di volare e il terrore della macchina: al suo autista chiedeva di non superare la velocità di 60 Km l’ora. Mangiava poco e sempre le stesse cose, indossava pantaloni, camicia con il colletto aperto e parka. Evitava di vedere i giornalisti e di conoscere gente nuova. Cambiava il numero di telefono ogni 15 giorni. Lavorava per quanto possibile in casa, dove aveva fatto installare una sala di montaggio e una di proiezione. Comunicava con gli altri via computer. Dei suoi film controllava la distribuzione nel mondo, l’attrezzatura tecnica, la capienza dei cinema in cui i film venivano proiettati, la grafica dei manifesti, lo stile e le misure della pubblicità sui giornali, i sottotitoli delle versioni per l’estero, la qualità delle copie, il doppiaggio nelle diverse lingue. Non scriveva quasi mai soggetti originali perché non era sicuro di esserne capace e perché aveva «troppo rispetto per le buone storie». Diceva che la sua forza stava anche nel non aver «rinunciato alla libertà artistica in cambio della paga».