Stefano Trincia, Il Messaggero 17/03/1999, 17 marzo 1999
Nel 1988 Atlanta presentava livelli di inquinamento da ozono troposferico superiori a New York, città meno verde e più popolosa
Nel 1988 Atlanta presentava livelli di inquinamento da ozono troposferico superiori a New York, città meno verde e più popolosa. Questi dati confermarono le tesi formulate invano fin dagli anni Sessanta da Reinhold Rasmussen, professore di botanica dell’Oregon Graduate Institute of Science and Technology. Secondo le sue ricerche gli alberi contribuiscono all’inquinamento da smog: le foglie sprigionano enormi quantitativi di isoprene, un idrocarburo naturale corresponsabile della reazione chimica matrice dello smog. Rasmussen cominciò a misurare l’isoprene catturando l’aria intorno agli alberi con buste di plastica, sospettoso dell’odore vagamente ceroso emanato dalle foglie di cedri, querce, faggi e altri alberi. Negli anni Ottanta il fenomeno fu battezzato dall’allora presidente Ronald Reagan ”Killer Trees” (alberi killer). Dopo il riconoscimento della fondatezza dei suoi studi il professore dell’Oregon gira il mondo come consulente di ”inquinamento naturale”. Ultimo caso: l’alito degli elefanti in calore del Kenya.