Stefano Trincia, Il Messaggero 18/03/1999, 18 marzo 1999
Proteste in Messico perché il ministero del Tesoro, dal primo aprile, vieterà ai dipendenti pubblici la siesta di due o tre ore a cavallo dell’ora di pranzo (migliaia di impiegati ne approfittavano per svolgere un doppio lavoro)
Proteste in Messico perché il ministero del Tesoro, dal primo aprile, vieterà ai dipendenti pubblici la siesta di due o tre ore a cavallo dell’ora di pranzo (migliaia di impiegati ne approfittavano per svolgere un doppio lavoro). Un portavoce dei lavoratori: «La svolta minaccia di alterare per sempre il carattere nazionale messicano, orgoglioso dei propri ritmi sonnolenti». Un portavoce del governo: «L’orario di lavoro dei messicani era assolutamente irrazionale, questa decisione va nel senso giusto, dobbiamo diventare più produttivi». In Messico uno statale guadagna circa 500.000 lire al mese, stipendio triplo rispetto alla paga minima dei lavoratori comuni. Manuel Monreal, economista: «Per sopravvivere ci vuole ancora di più e la gente ne approfitta per fare qualche lavoretto extra e poi tornare alle quattro o le cinque del pomeriggio in ufficio, dove rimane fino alle 22». Con la riforma dell’orario d’ufficio (otto ore di seguito con sessanta minuti di intervallo per il pranzo), il governo spera di risparmiare 300 miliardi di lire l’anno soltanto in energia elettrica.