Barbara Saporiti, la Repubblica 26/03/1999; Antonia Ravid, La Stampa 26/03/1999; Grazia Maria Coletti, Il Tempo 26/03/1999, 26 marzo 1999
A Riesi, provincia di Caltanissetta, trentadue operaie del laboratorio Confezioni Sisma, uno dei quattro della ”Riesi Maglieria”, hanno stabilito di diventare mamme a turno in modo da non compromettere la produttività dell’azienda
A Riesi, provincia di Caltanissetta, trentadue operaie del laboratorio Confezioni Sisma, uno dei quattro della ”Riesi Maglieria”, hanno stabilito di diventare mamme a turno in modo da non compromettere la produttività dell’azienda. Fondatore della ”Riesi Maglieria”, 200 impiegati, è Pietro Capizzi, 52 anni, riesino tornato in Sicilia dopo aver fatto fortuna a Belluno. Concetta Virzì, 39 anni, due figli, operaia: «Riesi era un paese morto, ora è arrivato il lavoro e non vogliamo perderlo». Tiziana Capostagno, 31 anni, caporeparto, nipote di Capizzi: «Non chiamateci aziendaliste o stakanoviste, vogliamo solo evitare che dieci di noi vadano contemporaneamente in maternità, perché questo dimezzerebbe la produzione». Marina Salamon, imprenditrice: «Brave e responsabili le operaie siciliane che, volontariamente, hanno deciso di diventare mamme a turno per salvaguardare il proprio posto di lavoro». Renzo Bellini, segretario dei tessili della Cisl: «Ancora una volta tocca alle donne pagare lo scotto della mancanza di lavoro al sud e ancora una volta si sente parlare di maternità come rischio».